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  cok [ “Il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere trasformato e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.” E. Berlinguer ]
 
Diario
 


AVVISO AI NAVIGANTI: Una dose al giorno di autoironia miscelata ad ottimismo forse non ti cambia la vita.Sicuramente aiuta a renderla più divertente! Vsakodnevna doza mešanice avtoironije in optimizma mogoce ti ne menja življenja.Gotovo pa pomaga, da je bolj zabavno!

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LA NUOVA STAGIONE

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NOTA: questo è un blog personale. Le cose che vi leggete, sia che le riteniate condivisibili o meno, sia che si tratti di politica che di qualsiasi altro argomento, rappresentano solo e soltanto la mia personale visione delle cose.


17 aprile 2011

si cambia :-)

Cari lettori,

con oggi.. si cambia! Dopo lunga riflessione ho infatti deciso di aprire un nuovo sito, che trovate all'indirizzo


 Il vecchio blog resta online per chi volesse leggere le vecchie cose (me compreso! ci sono affezionato) ma d'ora in poi potete seguirmi lì!

Spero di trovarvi ancora con me, ciao.. nella nuova casetta :)




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8 aprile 2011

siore e siori... se parti!

Ok, ci siamo.

Manca poco più di un mese alle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio 2011, le varie forze politiche stanno definendo liste, alleanze, programmi (concedetemi una battuta, la precedente affermazione non vale per il centrodestra locale, che pare più impegnato.. ad affilare i coltelli).

Roberto Cosolini e Maria Teresa Bassa Poropat si candidano autorevolmente per diventare sindaco di Trieste il primo ed essere confermata presidente della provincia la seconda. Lo fanno avendo dalla loro parte una chiara visione del futuro della città ed una coalizione coesa e convinta delle idee che sostiene.

Il Partito Democratico di Trieste ha approvato sabato scorso le sue liste per i consigli provinciale, comunale e circoscrizionali. Sono liste che coprono uno spettro ampio di elettorato, di istanze, di speranze e che possono ben rappresentare la nostra città nei prossimi cinque anni. In quelle liste, ebbene sì, c'è anche il mio nome: sono infatti candidato al consiglio provinciale nel collegio di Trieste XI (che, per intendersi in maniera rozza, copre l'area Gretta-Barcola-Prosecco-S. Croce). Direi una bugia a voi ed a me stesso se dicessi che è un collegio facile dal punto di vista delle possibilità di elezione e quindi non lo dico. Ma in questi casi l'approccio non può esser che uno e uno solo: lavorare per i candidati sindaco e presidente, lavorare per la propria lista e soprattutto per fare in modo che le cose cambino in questa città. Se poi oltre a tutto questo avviene anche l'elezione personale... bene! Nei prossimi giorni inizierà la mia campagna elettorale vera e propria, che potrete seguire su facebook, youtube e anche su.. alcune cosine nuove preparate apposta per l'occasione. Intanto, se vivete nella zona che vi ho indicato scrivetemi: ogni aiuto, ogni sostegno, ogni incoraggiamento sarà più che gradito :)




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26 marzo 2011

avanti così!

Dopo averci deliziati per alcune settimane con manifesti realmente affascinanti (dal 23 a 2 alle elucubrazioni geografiche su Udine..) il centrodestra locale sembra aver scelto il suo candidato sindaco, Roberto Antonione. Candidatura forte? Candidatura debole? Probabilmente dipenderà molto da quanto continueranno a litigare fra di loro, come hanno fatto finora, senza che i cittadini penso abbiano mai avuto il piacere di capire quali grandi contenuti stavano dietro tutte queste liti infinite. Francamente penso siano valutazioni che lasciano abbastanza il tempo che trovano in ogni caso. A me interessa soprattutto che sia forte la candidatura di Roberto Cosolini. E penso che lo sia, se esiste e io ne sono convinto un rapporto diretto fra il numero di chilometri e di persone che un candidato percorre ed incontra ed il consenso che otterrà. Roberto Cosolini in queste settimane è costantemente nei rioni, tra la gente, continuando un percorso nel quale aveva già dimostrato di credere ancora prima di ottenere l'investitura con le elezioni primarie. Va ad ascoltare, a dialogare, a spiegare cosa pensa che potrà fare subito e cosa, realisticamente, non potrà trovare immediata soluzione. Lo fa ricordando più volte che essere bravi politici significa anche saper spiegare a chi ti voterà che non si può promettere tutto e subito. Lo fa con grande disponibilità e con grande umiltà, affrontando questioni di merito e di metodo. Per questo penso che il centrosinistra abbia un ottimo candidato, supportato da una coalizione che sta dimostrando finora di essere coesa, dando una bella prova di unità che penso più di qualcuno ci potrebbe invidiare. E allora andiamo con entusiasmo in questa campagna elettorale, con e per Roberto e con e per Maria Teresa Bassa Poropat, che potrà farsi forte delle tante cose fatte in questi primi cinque anni di governo provinciale (e ovviamente con Nerio Nesladek a Muggia! Ho avuto modo di partecipare all'inaugurazione della sede elettorale del PD a Muggia ed ho visto tanta passione, tante energie, tante cose già fatte ed anche tante idee per il futuro), sapendo che non sarà facile. Che certamente molto dipenderà da quanto il centrodestra saprà o non saprà rimettere ordine nelle sue fila. Ma che stavolta dipenderà molto e soprattutto da noi. Da quanto ci crederemo fino in fondo. Perchè per vincere servono idee su cosa fare, idee su come farle, tanta passione, tanta credibilità e anche tanta convinzione. E allora avanti così!




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6 marzo 2011

ciao Alberto

Chi mi conosce sa che il Che non è mai stato per me un punto di riferimento come lo è per tanti giovani di paesi diversi (ognuno di noi ha i suoi miti: chi mi conosce ancor meglio sa che in camera mia c'è una bandiera a sfondo rosso con sopra disegnato un volto stile la famosa bandiera con il Che, sulla mia bandiera però c'è un altro volto di un signore morto nel giugno 1984..), difficilmente si può però restare indifferenti di fronte alla sua storia. Ciò vale per me anche in considerazione del viaggio che il giovane Ernesto Guevara fece da studente di medicina attraversando l'America Latina, assieme al suo grande amico Alberto Granado. Un'avventura che, per me, si lega anche in modo inseparabile ai ricordi dei primi tempi di quando mi avvicinavo all'attività politica, ad un film e a una canzone.. la notizia della morte di Alberto quindi mi ha lasciato tutt'altro che indifferente. Allora mi piace ricordarlo così, mettendo sul blog un video con le immagini di quel film e le parole di quella canzone.. e da qualche parte del mondo c'è qualcuno come te che prepara un nuovo viaggio...





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2 marzo 2011

10 febbraio e Bastia Umbra

Al segretario del Partito Democratico di Bastia Umbra

Al capogruppo del Partito Democratico al comune di Bastia Umbra

            Carissimi,

ci rivolgiamo a voi per segnalarvi un avvenimento che ha messo in collegamento, purtroppo non in senso positivo, le nostre due città nell’ultimo mese. L’amministrazione comunale di Bastia Umbra ha stampato, in occasione del recente Giorno del Ricordo delle foibe e dell’esodo, un manifesto sul quale è riprodotta una fotografia del tempo di guerra riproducente dei soldati che stanno per fucilare dei prigionieri civili.

Il manifesto fa evidentemente intendere che si tratta di un’immagine collegata alla tragedia delle foibe e dell’esodo ma rappresenta proprio per questo motivo un madornale e grossolano errore. La foto infatti rappresenta in realtà un evento avvenuto nel luglio 1942 presso la località di Dane, in Slovenia, dove cinque prigionieri sloveni, Franc Žnidaršic, Janez Kranjc, Franc Škerbec, Feliks Žnidaršic e Edvard Škerbec, vennero fucilati da soldati italiani. L’originale della foto, riproducente quindi un episodio ben documentato, tanto da essere stata usata varie volte in numerose pubblicazioni così italiane come slovene, è conservato presso il Museo di Storia contemporanea di Lubiana, capitale della Slovenia.

Si tratta, come già detto, di un grossolano errore, che ha trovato spazio anche sui principali quotidiani della vicina Repubblica. La storia contemporanea di queste terre è stata per lungo tempo segnata da rancori, odii ed incomprensioni fra le diverse componenti che da sempre vi hanno vissuto, divisioni che è stato possibile superare solo grazie al costante e tenace sforzo di tutti coloro i quali, indipendentemente dalla loro nazionalità, lingua, convinzione politica, hanno lavorato per favorire un futuro che, partendo dalla consapevolezza di tutto il passato, poggi sui valori di comprensione, di collaborazione e di fratellanza. Storia e memoria sono questioni estremamente serie, in particolare quando vanno a toccare le sofferenze ed i drammi di intere popolazioni. La politica, quando decide di occuparsene, deve farlo con la matura consapevolezza e coscienza degli argomenti che va ad affrontare, per evitare di incorrere in colpevoli mancanze, errori, strumentalizzazioni e rozze semplificazioni. Il manifesto realizzato dall’amministrazione comunale di Bastia Umbra, con nostro rammarico, va purtroppo in tutt’altra direzione perché offende in primo luogo, stravolgendoli, i buoni motivi degli stessi esuli.

Vi chiediamo pertanto di farvi carico di questa questione, innanzitutto e soprattutto come forma di rispetto verso tutti coloro i quali hanno sofferto a causa della “complessa vicenda del confine orientale”, come recita il primo articolo della legge che istituisce il Giorno del Ricordo.

Trieste, 2 marzo 2011

Štefan Cok

Componente esecutivo provinciale PD Trieste




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2 marzo 2011

10 febbraio in Bastia Umbra

Tajniku Demokratske stranke mesta Bastia Umbra

Nacelniku svetniške skupine Demokratske stranke v obcini Bastia Umbra

 

 

            Spoštovani,

Pišemo vam, da bi vas opozorili na dogodek, ki je v zadnjem mesecu povezal, žal ne v pozitivnem smislu, naši dve mesti. Obcinska uprava mesta Bastia Umbra je natisnila, ob priložnosti Dneva spomina na fojbe in eksodus, lepak, na katerem je fotografija vojnega casa, ki prikazuje vojake, ki streljajo na civilne talce.

Ocitno lepak namiguje na to, da je fotografija vezana na tragedijo fojb in eksodusa, predstavlja pa ravno zaradi tega velikansko in grobo napako. Slika prikazuje v resnici dogodek, ki se je pripetil julija 1942 pri Danah v Loški dolini, v Sloveniji, kjer so italijanski vojaki ustrelili pet slovenskih talcev, katerih so znana tudi imena: Franc Žnidaršic, Janez Kranjc, Franc Škerbec, Feliks Žnidaršic in Edvard Škerbec. Original posnetka, ki prikazuje torej dobro poznani dogodek in je že bil uporabljen v številnih italijanskih in slovenskih publikacijah, je shranjen v Muzeju novejše zgodovine v Ljubljani, slovenski prestolnici.

Kot že receno, gre za grobo napako, o kateri so porocali tudi glavni dnevniki bližnje republike. Sodobno zgodovino teh krajev so dolgo casa zaznamovali zamere, sovraštva in nesporazumi med razlicnimi komponentami, ki tu od vedno živijo, možno je bilo preseci te locitve le preko doslednega in vztrajnega dela vseh tistih ki so se trudili, ne glede na njihovo narodnost, jezik, politicno prepricanje, da bi pripomogli k bodocnosti ki, izhajajoc iz poznavanja celotne preteklosti, naj sloni na vrednotah razumevanja, sodelovanja in bratstva. Zgodovina in spomin sta izredno resni zadevi, še posebno, ko se ticejo trpljenj in tragedij celotnih prebivalstev. Ko se politika odloci, da se bo ukvarjala s tem, mora to storiti z zrelo zavestjo in razumevanjem tematik, ki jih obravnava, da bi se izognila krivicnim pomanjkljivostim, napakam, instrumentalizacijam in grobim poenostavljanjem. Obžalujemo, da gre lepak, ki ga je pripravila obcinska uprava mesta Bastia Umbra, v popolnoma razlicno smer ker žali z njihovim sprevracanjem v prvi vrsti dobre razloge ezulov.

Pozivamo vas torej, da bi se pozanimali za to vprašanje, najprej in predvsem zaradi spoštovanja do vseh tistih, ki so trpeli zaradi »kompleksnih dogodkov vzhodne meje«, kot navaja prvi clen zakona, ki je uvedel Dan Spomina.

Trst, 2. marca 2011

Štefan Cok

Clan pokrajinskega izvršnega odbora tržaške Demokratske stranke

 




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1 marzo 2011

dal revisionismo al pressapochismo storico..

La storia è una cosa seria. Se un'amministrazione pubblica decide di occuparsene decenza vorrebbe, ancor prima che serietà o buonsenso, che se ne occupi con un minimo di attenzione. La foto del manifesto del Giorno del Ricordo qui sotto, realizzato dal comune di Bastia Umbra, rappresenta in realtà soldati del Regio Esercito italiano che fucilano prigionieri sloveni nel 1942. Ora,l'elenco delle polemiche, dei rancori e dei dissidi dovuti alla storia di queste terre è lunghissimo. Si potrebbe evitare,per piacere,di allungarlo ancora commettendo errori così grossolani? grazie..





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1 marzo 2011

Chi ha paura della scuola pubblica?

E' paradossale e inaccettabile che un presidente del Consiglio, chiamato a incarnare e tutelare la cosa pubblica, attacchi frontalmente la scuola statale pubblica e quindi milioni di persone che in questa credono e alla quale quotidianamente dedicano, in condizioni spesso molto difficili, la loro personale fatica: DIFENDIAMOLA!

FIRMA L'APPELLO de l'Unità!




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23 febbraio 2011

15° congresso nazionale ANPI, Torino, 24-27 marzo 2011




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10 febbraio 2011

quando un treno non è un semplice viaggio..

Sono appena tornato da un'esperienza che per la sua intensità è paragonabile a poche altre, ho infatti avuto il grande privilegio di poter partecipare, come animatore, al treno della memoria organizzato dall'associazione Terra del fuoco e che ha portato qualcosa come oltre 700 ragazzi (di cui più di cento da Trieste e Gorizia) in Polonia, ad Auschwitz e Birkenau. Ai ragazzi che ho salutato alla partenza in Risiera a nome dell'ANPI ho detto di tener presente che non stavano facendo un normale viaggio o una gita: stavano facendo una cosa importante, di cui dovevano essere orgogliosi e consapevoli.
Le mie parole probabilmente non sono state necessarie. Perchè mi sono ritrovato ad avere a che fare con un gruppo di 50 ragazzi straordinari (personalmente ho seguito assieme all'amico Gaetano dato le scuole slovene di Trieste e Gorizia, Oberdan e Volta) che hanno messo in questa esperienza tantissimo impegno, voglia di discutere e di mettersi in discussione, di capire, di conoscere. Di sopportare anche con grande pazienza gli eventuali disagi logistici che inevitabilmente capitano. E di passare l'ultima mattina in 4 ore di discussione non stop, viva, partecipata, appassionata e contemporaneamente mai sopra i toni, sempre cercando di capire le posizioni dell'altro, a parlare dei campi, del concetto di zona grigia ed anche delle questioni delle nostre terre, di italiani, di sloveni, di immigrati, di rom e di quanto anche discutere ed affrontare queste tematiche, oggi, possa essere per ciascuno di noi un modo per provare almeno ad uscire dalla zona grigia di cui parlava Primo Levi.
Cosa mi porto a casa da questa esperienza? Alcune emozioni fortissime. Vilma Braini (Brajnik) che ci narra della sua prigionia a Gorizia dopo essere stata arrestata dalla X Mas mentre è in cella di isolamento, senza cibo ed acqua e le sue uniche fonti di sostenamento sono lo zucchero portatole di nascosto da una suora e pezzetti di cibo ricevuti attraverso un'unica piccola fessura che Vilma solo poi avrebbe scoperto dare sul cortile in cui avevano l'ora d'aria i condannati a morte (che quindi pur avendo il destino segnato la aiutavano), i capelli delle persone morte ad Auschwitz, un'orribile, inimmaginabile montagna che ti fa sentire indifeso, impreparato, inadeguato a capirla, la vastità di Birkenau, la terribile vastità di Birkenau e l'uscirne sentendo alle proprie spalle, ormai lontano mentre cala la sera, i ragazzi giunti sino a qui dire, uno alla volta, il nome di un deportato e poi io ti ricordo (o jaz se te spominjam o anche, come nel mio caso, in entrambe le lingue). E soprattutto i ragazzi che ne discutono fra di loro e mostrano quanto le energie, il tempo ed anche le risorse che vengono usate per questa esperienza.. beh, sono semplicemente un grandissimo investimento per il futuro.
Questo non è stato un semplice viaggio, è stato molto di più. E la cosa che più mi conforta è sapere che questa esperienza vale per ogni singola persona che su quel treno è salita. Per noi animatori. Per gli studenti ed i professori. Per i testimoni, deportati e partigiani. Per i rappresentanti delle istituzioni.
Un grazie grande a Gaetano, Alessandro, Pierdavide, Vera, Paola e soprattutto a Clara, che mi ha coinvolto in tutto ciò. Impegnarsi assieme come in questi giorni è una cosa che rifarei anche subito.






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