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25 maggio 2009
Il governo censura la campagna pubblicitaria dell'Ue
Vi segnalo questo articolo da L'Unità.
Quel che i solerti censori del governo si sono lasciati sfuggire è che
fortunatamente fuori dai patrii confini c'è anche chi questi manifesti
(che ho visto presenti a Parigi, Bruxelles, Berlino, Praga) li
pubblica. Vi lascio quindi le foto dei suddetti manifesti così come
sono presenti nel centro di Koper-Capodistria (ringraziando Marko per
l'assistenza fotografica :-D), dove il governo sloveno li ha affissi
sia in sloveno che in italiano, data la presenza della minoranza. Così
anche chi sta su questo lato del confine ha modo di vedere cosa avevano
di così terribile questi manifesti da non poter essere pubblicati da
noi..di Simone Collini C'è
una campagna pubblicitaria fatta dall'Unione europea per invitare i
cittadini a votare che gli italiani non vedranno. Negli altri paesi sì,
sui muri delle principali città d'Europa verranno affissi manifesti
come quello raffigurante un massiccio castello da una parte e una verde
siepe dall'altra, con la scritta: «Quanto devono essere aperte le
nostre frontiere?».
Il Pd ha ora presentato un'interrogazione parlamentare al ministro
delle Politiche comunitarie per chiedere al governo il perchè di questa
censura. Il sospetto è infatti che alla base della decisione di non
dare il via libera a questa campagna ci sia il fatto che non è in linea
con i messaggi veicolati dal governo. «Gli italiani hanno il diritto di
sapere per quale motivo il governo italiano ha rifiutato di diffondere
nel nostro paese i manifesti della campagna», si legge
nell'interrogazione presentata al ministro Andrea Ronchi dai deputati
Pd Walter Verini, Alberto Losacco, Sandro Gozi e Jean Leonard Touad. E
il dito viene puntato proprio sul manifesto dedicato al tema
dell'immigrazione, così poco in sintonia con la linea dei
respingimenti. Ma ce ne sono anche altri che veicolano messaggi
decisamente distanti dalle politiche del governo Berlusconi.
Il Parlamento europeo ha approvato la campagna nelle scorse settimane,
con il voto favorevole di tutti i gruppi, compreso il Ppe (quello di
riferimento, a Strasburgo, del Popolo delle libertà). Poi i creativi si
sono messi all'opera consegnando sei diversi manifesti, con messaggi
tematici tradotti in 23 diverse lingue. Ma quelli con le scritte in
italiano rimarranno negli armadi.
«Sembra che il ministro Ronchi, interrogato in merito, abbia definito
tale campagna "inadeguata", dicendosi disposto a predisporne una
propria», fa sapere Verini. «Corrisopndesse al vero», dice il deputato
del Pd, «credo sia necessario ed urgente conoscere le reali motivazioni
alla base di una decisione che sarebbe grave ed arbitraria. Una scelta
che, alla luce anche delle posizioni di aperto contrasto assunte dal
nostro esecutivo perfino con organismi sovranazionali, come avvenuto
sul tema dell'immigrazione, rappresenterebbe una nuova conferma della
scarsa sintonia del governo italiano con il comune sentire dell'Europa
comunitaria».
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| inviato da cok il 25/5/2009 alle 12:31 | |
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